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Lettre au maire de Venise

Depuis 2003, Umberto Sartori et son organisation tentent d'alerter l'opinion publique et les responsables politiques et administratifs de la situation paradoxale où se trouve aujourd'hui la Cité des Doges avec la très rapide infection de tous les composants de base des constructions vénitiennes : les briques (silicate), la pierre d'Istrie et les marbres (carbonate de calcium) qui par un phénomène d'hydrolise se transforment en une matière poreuse et très friable, menaçant ainsi l'ensemble des bâtiments de la ville. D'autre part, les enquêtes (cd-rom vidéo et photographies à l'appui) menées par le Comité depuis sa création, montrent que les restaurations et remises en état des monuments mais aussi des matériaux urbains (ponts et rambardes en pierre par exemple) sont faits en dépit du bon sens et sont parfois plus dangereux qu'utiles pour la sauvegarde de la ville (couverture des briques par du ciment par exemple).

Le texte ci-dessous est en italien. Il existe en anglais. Je vous le livre dans sa langue originale et j'enverrai à ceux qui le souhaitent la version française que je n'ai pas encore eu le temps de terminer pour la mettre sur ce site. Vraiment, au-delà du plaisir que nous avons tous à parler de Venise que nous aimons, il y a cette situation très préoccupante. 

Venezia,15 ottobre 2003
Al signor Sindaco del Comune di Venezia, Commissario Straordinario del Governo per il Moto Ondoso. 

Con la presente segnaliamo il gravissimo decadimento di larga parte dei silicati (mattoni) e dei carbonati di calcio (marmi e pietra d'Istria) che costituiscono il corpo edificato del centro storico di Venezia. Come viene esposto nell'allegata "Relazione Chimica" (all. 1) e illustrato nella documentazione fotografica e video (all. CDROM), moltissimi mattoni dei piani bassi degli edifici in tutta la città presentano avanzato stato di disgregazione per idrolisi, mentre i marmi e le pietre d'Istria dimostrano un altrettanto rilevante grado di degrado superficiale e strutturale per solfatazione ovvero trasformazione in gesso. .

Relazione di Umberto Sartori

"Tengo sotto osservazione, documento e pubblico lo stato della città da alcuni anni, dapprima per mia iniziativa e in seguito su incarico del Comitato Spontaneo per la Difesa di Venezia. Testimonio che solo negli ultimi due anni i fenomeni disgregativi hanno assunto il carattere di diffusione, rapidità e profondità che li rende oggi il piu' immediato ed effettivo pericolo per la sopravvivenza di Venezia come centro edificato. I rilievi effettuati nel maggio 2003 mi hanno indotto a costituire un nuovo Comitato, denominato di Salute Pubblica per sottolineare la gravità dello stato di fatto che rilevo, documento e denuncio come drammatica". Noto che le disgregazioni osservate sono dovute a reazione chimica tra le piogge acide e i sali che compongono le pietre edificatorie e ornamentali (vedi all. “Relazione Chimica”), il drastico aggravamento del fenomeno a nostro modo di vedere deve essere posto in relazione con l'aumento del traffico marittimo nel porto per i seguenti motivi :
1 - La peculiare conformazione logistica fa di Venezia insulare un microclima metereologico poco influenzato dall'atmosfera continentale. D’altro lato, risulta estremamente rilevante ciò che in tale microclima viene immesso dal suo interno.
2 - Le macchine navali, anche quando alimentate a gasolio, emettono ciascuna inquinanti solfo-carbo-nitrici equivalenti alle emissioni di migliaia di TIR.
3 - Nella maggior parte dei casi tali macchine sono invece alimentate con "bunker fuel", un olio pesante a bassissimo prezzo che nella combustione rilascia quantitativi di solfati e nitrati particolarmente ingenti.
4 - Negli ultimi tre anni si è verificato un notevole incremento del traffico navale, con particolare riguardo alle enormi navi da crociera e ai traghetti adriatici (questi ultimi in maggioranza effettuati con imbarcazioni desuete alimentate esclusivamente con bunker fuel).
5 - Il numero di passeggeri sbarcati dalle grandi navi ha prodotto come conseguenza il moltiplicarsi sfrenato della flottiglia locale di imbarcazioni a motore diesel e benzina per il loro smistamento in città e nelle isole nonché per l'approvigionamento merci.
6 - L'aumento di reddito indotto sulla popolazione dall'incremento dell'afflusso turistico ha moltiplicato il numero di possessori di imbarcazioni private a motore, ed elevato la potenza e quindi la capacità inquinante dei motori stessi.
Il Comitato individua come essenziale al salvataggio in extremis di Venezia una nuova regolamentazione del traffico a motore nell'ambito interno e lagunare. Per rendere operativa ed efficace tale regolamentazione il Comitato stesso chiede di poter conferire con Lei al fine di illustrare le proposte di soluzione. A titolo informativo comunichiamo di essere in procinto di esporre quanto sopra al Magistrato alle Acque, con particolare riguardo ai lavori marittimi e lagunari che riteniamo necessari al Progetto per il Salvataggio in extremis di Venezia, e di avere già depositato i materiali e le bozze alle seguenti autorità cittadine : 
Nucleo Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Artistico 
Sovrintendenza ai Beni Architettonici Capitaneria di Porto 
Autorità Portuale - Ente Porto 

Il materiale documentario contenuto nel CDROM allegato viene aggiornato sul sito http://savevenice.net

Per il Comitato di Salute Pubblica __________________________________________________________________________ 
Umberto Sartori n. Ve 7/7/1953 – res. Ve DD. 604 - venetian@ombra.net - mob. 3489298579

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